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Psicoterapia dell’adolescenza

Psicoterapia dell’adolescenza Gorizia

L’adolescenza è una fase di passaggio tra “il non più e il non ancora”. - Erik Erikson

L’adolescenza è quella fase di vita in cui non si appartiene più al mondo dell’infanzia e non ancora al mondo degli adulti. Ed è proprio questa mancanza di senso di appartenenza alla base delle crisi di passaggio tipiche dei ragazzi.

È necessario considerare i cambiamenti fisici, cognitivi e psicologici che caratterizzano l’adolescenza, per spiegare i turbamenti e i momenti di crisi tipici di quest’età. La completa maturazione fisica, il raggiungimento della maturità sessuale, il completamento dello sviluppo cognitivo, la definizione dell’identità e l’assunzione di un ruolo sociale, rappresentano dei traguardi ma possono contemporaneamente elicitare un disagio psicologico. L’adolescente può non riconoscersi più. Questa sensazione può dar vita ad un senso di insoddisfazione e può far comparire timori legati alla propria adeguatezza, al proprio valore personale, causando destabilizzazione e determinando l’insorgenza di emozioni quali la vergogna, l’angoscia, la tristezza.

Nel processo di ricerca della propria identità, l’adolescente è portato a confrontarsi con i suoi coetanei e da questo confronto possono emergere molte paure, insicurezze, timori del giudizio.  Egli cerca di prendere decisioni autonome, di mettersi alla prova e di confrontarsi con i pari e gli adulti. Questo può non essere sempre facile, e possono insorgere difficoltà a relazionarsi con gli altri, comportamenti di ritiro sociale, calo del rendimento scolastico, rifiuto di andare a scuola, comportamenti devianti o antisociali, utilizzo di sostanze (alcol, droghe, farmaci). Talvolta il disagio si esprime attraverso sintomi fisici come mal di testa, mal di pancia, nausea, oppure sotto forma di anomalie del comportamento alimentare o disturbi d’ansia o depressivi.

Ecco che il comportamento anomalo di nostro figlio tradisce una sofferenza sottostante, che egli fa fatica a nominare, a spiegare. Questo normalmente rappresenta un segnale d’allarme per il genitore: si accorge che sta accadendo qualcosa nel figlio, qualcosa a cui il figlio non riesce a dare un nome.

Non sempre l’adolescente si rende conto di avere un problema o riesce a chiedere spontaneamente aiuto.

Intervenire in questo contesto con la psicoterapia può risultare cruciale, in quanto si aiuta i ragazzi ad acquisire consapevolezza del proprio mondo interiore, a fare chiarezza, a scindere e a dare un nome al tumulto di emozioni che li invadono. E si forniscono loro strategie per la gestione di questi momenti di crisi.

Obiettivo centrale della terapia è dunque aiutare il ragazzo a ridurre e risolvere ciò che lo ostacola e lo blocca riconducendolo verso il suo naturale percorso di crescita.


Dott.ssa Pamela Rigotti
Psicologa Psicoterapeuta a Gorizia

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Dott.ssa Pamela Rigotti

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